Sono le due di notte, e dopo un breve periodo non troppo semplice sono di nuovo qui, di fronte ad una pagina bianca con lo spirito introspettivo che mi regala il silenzio.

 

Mi accorgo di essere una persona piuttosto frenetica, frenetica dentro.
Se qualcuno mi osserva da fuori saprà dire che sono una ragazza piuttosto silenziosa, calma, di quelle che preferiscono tacere piuttosto che dire cose a vanvera, fuori luogo o disinformate; Se non sono sicura di una determinata cosa la penso, ripenso, analizzo e sottolineo con l’evidenziatore – giallo- immaginario nella mia testa, ma una sonorità dalla mia bocca non uscirà.
O almeno non con chi ancora non può permettersi di avere una certa confidenza tale da ascoltare i miei giri incredibili di pensieri che non si fermano mai, rischierei l’ansia di sentirmi incompresa e di conseguenza l’imbarazzo che avvampa in volto.
Parlando magari di un viaggio, un attimo dopo stai discutendo con me sul senso della vita, così, senza renderti conto di come ci sono finita su quell’argomento.

E’ così che funziona quando le idee si accavallano, quando lo fanno da sempre

 

Voglio analizzare un mio aspetto, e parlo a tutti coloro che, come me, sentono sempre la voglia irrefrenabile di pianificare, organizzare tutto, avere la situazione sotto controllo, appuntare cose su agende e post-it con i quali si tappezzano scrivanie e sogni in modo da aver chiaro e sott’occhio quel che vogliamo fare.

Sono così, perdo la testa immaginando a come posso riempire la valigia ma anche il tempo, senza sprecarlo mai, sfruttandolo il più possibile; Per questo avrei bisogno di giornate molto più lunghe.
Le riempio, e mentre inizio un qualcosa sto già pensando al passo successivo: Ci penso, mi assicuro che possa andare tutto liscio e poi mi godo il momento.
Certo, non sto dicendo che tutta la mia vita è organizzata per filo e per segno, anzi sono una grande amante delle sorprese, delle incognite, degli attimi casuali… Ma è più forte di me pensare a come arricchire al massimo un giorno, o almeno fantasticarvici sopra e cercare di avere, in alcune situazioni, un po’ di controllo.

E cerco spesso “di più”, e non intendo grandi cose o aspettative: Cerco nella semplicità quel qualcosa “in più”, quei valori aggiunti che uniti tra loro riescono a rendere le piccole cose grandiose.

 

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Non accontentarsi non significa essere insoddisfatti, significa essere degli entusiasti.

Non accontentarsi non significa che ancora non si è trovato una sorta di felicità o un equilibrio, ma significa stravolgerlo un po’ per movimentare e tenere accesa quella felicità attraverso stimoli frequenti.

 

E questa non vuol essere una scusa per noi “pianificatori” di alcuni momenti.
Però è la verità, ho imparato che posso impegnarmi a non buttar via il tempo e riuscirci a volte con la volontà,  a rendergli onore dato che è prezioso; Non è la solita frase fatta che si legge ovunque.
Voglio dire “Il tempo è denaro” come frase si è letta e ascoltata infinite volte ma quando si mettono in pratica certi “detti” allora è lì che ci rendiamo conto di quanto siano dichiarati quasi banali per poi invece ritrovarsi inconsapevolmente a rifletterci su, a pronunciarli, pensando a quanto sono vividi, reali, anche troppo a volte.

 

Essere degli entusiasti vuol dire anche questo, vuol dire cercare qualcosa per cui vale la pena adoperare energie costantemente, significa trovare moventi validi da mettere in fila sulle lancette: Tanti piccoli obiettivi che, seppur minimi, quando sono raggiunti ti permettono di sentirti in modo continuo soddisfatto ancor più di te stesso lungo il tuo  percorso.
Si allena l’autostima, si allena la volontà, si allena la curiosità, crescono le prospettive, si alimenta la passione.

 

 

Ci possono essere delle fermate, dei momenti di “stop” in cui tutta questa voglia di fare continua cede il posto alla tregua.
Un po’ come può accadermi a volte, un po’ come mi è accaduto di recente, un po’ come può accadere a tutti.

Questo non implica che quella luce che mi spinge da dentro si sia spenta bensì che ha bisogno di essere alimentata di più, e a volte scorrono giorni, mesi – non troppo però- , il tempo necessario per indebolirsi un po’, fare i conti con le situazioni prima di tornare più ardente che mai, più luminosa ed energica.

Eccomi, più accesa di prima e con tanta voglia di scrivere e osservare.

 

 

 

2 thoughts on “Non accontentarsi non significa sempre essere insoddisfatti”

  1. E’ sempre un piacere perdersi tra le parole che scrivi… mi sono rivista molto nella descrizione che hai fatto di come sembri da fuori, credo anche io di essere vista così e prima me ne preoccupavo, perché a volte le persone si fanno un’idea sbagliata, ma poi ho imparato a lasciar correre, chi è interessato realmente saprà capire che la bocca può star chiusa ma la mente sta parlando.
    Ti abbraccio.

    1. Sono davvero contenta, e scusami se avevo perso questo tuo commento. Imparare a lasciar correre, a lasciar andare, è proprio vero sai?
      Ti abbraccio anche io, e grazie. 🙂

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