Tirare le somme come al concludersi di ogni anno è inevitabile.
Ma ci metto sempre un po’ ad interiorizzare, e quest’anno è stato particolarmente difficile guardarmi indietro, sfogliare i mesi e gli accaduti per poi fermarli qui.


E’ stato l’anno in cui ho sentito un dolore fortissimo al petto, forse il più grande che io abbia mai provato, perché ha avuto intensità graduale; Ha colpito pian piano per poi restituire dei colpi più duri.

Metterlo nero su bianco è un po’ fare un sussulto e ripercorrere alcune sensazioni, ma anche questo è efficace perché ho scoperto di avere una forza che non avrei mai immaginato potesse uscire da me.

 

 

E ne sono stata fiera.

 

 

Ho capito che rimango salda, che esce fuori una tenacia che ha spazzato via ogni mia indole arrendevole, e che si è estesa in tante situazioni.
Ho avuto la conferma della malattia degenerativa di mio babbo proprio ad inizio anno, l’ho vista procedere, mi sono sentita scivolare il controllo dalle mani.
E’ una sensazione che ti lascia col respiro sospeso, una sensazione difficile da descrivere.
E’ passato esattamente un anno e ricordo in modo molto vivido quel sforzarmi di trattenere le lacrime con gli occhi fissi in un punto di una gelida stanza poco accogliente, il cuore che si era fermato un momento.
Bloccarmi mentre le parole mi suonavano tutto d’un tratto palesi, dicevano quel che nei pensieri e nelle deduzioni ogni tanto faceva capolino.

Per poi avere il coraggio di muovermi, voltarmi e scrutare i movimenti dei volti per percepirne i pensieri.
Di lui, mia mamma e della persona che ci stava comunicando cosa stava succedendo, e cosa sarebbe successo nel tempo a venire.
Ricordo che avevo smesso di sentire, ad un certo punto.


Gennaio, febbraio, marzo, aprile…
I mesi scorrevano e ho visto gli occhi delle persone intorno a me farsi lucidi, ho provato ad immedesimarmi in quelle notti successive consapevoli di un percorso che non potrai fermare.

Quando tutto cambia nel corso di un anno, quando vedi che diventa difficile tutto d’un tratto anche fare la cosa più semplice e routinaria del mondo, come allacciarsi una scarpa.


Questa volta non scrivo di getto, come sono solita fare, ma faccio delle lunghe pause.

Ed è strano per me fermarmi nella scrittura, ma forse è normale in certi casi e  va bene così.
Come se cercassi le parole giuste per descrivere.
Per farmi capire.
Per capirmi, forse.

 


Quest’anno mi ha presa alla sprovvista nonostante ci siano state tante parentesi positive e fughe come a Milano, Londra, Civita, Siena, Volterra, Roma, Bologna, la Puglia, Il lago di Garda e la mia amata Firenze ad incorniciare la mia quotidianità.
Boccate d’aria che per me sono state oro.

 

E altre soddisfazioni, alcune derivate dallo studio che sta arrivando al capolinea di una laurea che si avvicina.
Altre dalle collaborazioni delle quali sono stata davvero fiera grazie al proseguire con i contenuti online, gli inviti agli eventi come occasioni realmente stimolanti, la conoscenza di tante altre persone meravigliose, conferme e nuove scoperte, per poi a fine anno trovarmi ad occupare quasi un’intera pagina in un’intervista su La Nazione.

 

Questo 2018 però me lo immagino diverso.
Questo 2018 lo sento con una consapevolezza diversa.
Il negativo mi ha ostacolata, mi ha stravolta l’anno appena trascorso cercando di mettermi i bastoni tra le ruote.

Lasciandomi prendere tanti periodi di “stop”, che da adesso non voglio assecondare.
Questa volta no, so tutto, sono pronta.
Pronta a farmi stravolgere dalle novità, quelle entusiasmanti, quelle che portano ventate di positività.
Avrò lacrime da versare, magari.
Avrò da far fronte a tanti ostacoli, ma questo adesso lo so bene ed io sono pronta.
Lo ripeto.

Pronta e con una carica mai avuta, che mi freme addosso come davvero in nessun altro inizio prima.

 

 

Ho in mente tantissime idee e progetti da realizzare.
Ma non di quelle utopiche che butti lì per fantasticare, questo sarà l’anno della mia concretezza, di una realizzazione nuova.
Ho intenzione di fare un salto di qualità ed occuparmi con sincera costanza di me e delle mie più grandi passioni.

E se lo scrivo qui, significa che me lo sto promettendo.
E sento che ce la farò.

 

 

 

 

 

 

 

 

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