Una volta concluso il viaggio attraverso le strade di Barcellona è la volta di salire in macchina, abbassare i finestrini, godersi a pieno l’aria di un’estate che comincia già ad abbassare le temperature e a scompigliare i capelli e incamminarsi verso la nostra cara Italia; Ma non prima di fermarci all’avventura per dei giorni in alcuni luoghi incantevoli di mare.

 

1)

 La prima tappa è stata in Costa Brava, un paesino, località balneare, in provincia di Girona: ROSES.
E’ una piccola colonia che si estende tra mare e montagna.
Fino agli anni 50′ era un villaggio di pescatori, ma adesso è un paesino turistico con un porto e un piccolo centro al quale non manca niente: ristoranti, negozietti e  tante attività acquatiche lungomare.
Ci siamo fermati in questo delizioso posticino poiché scorrendo vari articoli sul web avevo trovato “Cala Joncols” come uno dei luoghi marittimi migliori della Costa Brava; E non ci ha delusi.
Cala Joncols infatti è una spiaggia che vanta fondali incontaminati ed una tranquillità pazzesca.
E’ un paesaggio selvaggio a circa 18 km dalla città, l’ideale per chi ama fare immersioni e staccare da tutto.

 

Ci siamo arrivati proseguendo la strada litoranea che costeggia tutta la costa in un percorso tra salite e curve strette, con dieci minuti di strada sterrata accompagnata da un paesaggio splendido, ma non proprio il massimo per chi soffre un po’ le altezze come me, soprattutto se percorse in macchina.
In compenso ogni momento era buono per guardarci con aria complice e dirci “Dobbiamo assolutamente accostare, facciamo alcune foto!
Una volta arrivati  ci siamo trovati di fronte oltre che ad un mare davvero meraviglioso, anche alle uniche due strutture presenti: Un hotel con piscina e un particolare ristorante/bar in cui rilassarsi in compagnia in mezzo alla natura.
Uno di quei piccoli angoli di paradiso in cui ti capita di pensare: “Ci dovrei tornare!” 

 

Bar Cala Joncols
Bar Cala Joncols

 

Paesaggio dal finestrino
Paesaggio dal finestrino

 

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2)

La seconda giornata del ritorno verso la terra Italiana ha oltrepassato il confine spagnolo per mettere piede in terra francese ed arrivare a CALANQUES DE SORMIOUche è considerata la più bella “Caletta” di tutta la costa di Marsiglia nella quale abbiamo vissuto una delle nostre piccole disavventure.
Si tratta di insenature di roccia bianca che si affacciano su un mare a dir poco cristallino, uno dei più belli che io abbia mai visto, che sfuma nei colori del verde.
E’ una zona protetta da anni, preservata per la bellezza naturalistica, per questo raggiungibile soltanto a piedi, tranne che per i pochissimi abitanti che si contano sulle dita di una mano.

 

IMG_1612                                                                                                                                                                                                                   E qui arriva il bello: Avevo letto che a piedi sarebbero occorsi circa 45 minuti, e che il sentiero sarebbe stato tra salite e discese lungo una stradina tortuosa e sterrata, e avevo anche letto che l’accesso ai sentieri per scendere fino al mare sarebbe stato regolamentato a seconda delle giornate a causa del rischio d’incendio nei giorni troppo caldi, e quindi era possibile che l’accesso fosse consentito soltanto la mattina.
Ok, avevo letto tutto ciò ma il mio spirito avventuroso aveva anche pensato: “Ma dai siamo giovani, quanto vuoi che sia faticoso un percorso del genere?“.

Adesso mi rimangio tutto, per più motivi.
Il primo è che ci siamo fermati ( E ho saputo poi che ci sono vari ingressi) in un parcheggio non a pagamento, con la macchina carica dei bagagli del soggiorno a Barcellona.
Siamo scesi e di fronte a noi vi erano due ragazzi la quale responsabilità era quella di far proseguire a piedi, di non far procedere le macchine da quel punto in poi (Il bello è che abbiamo anche scoperto che se prenoti in anticipo negli unici due ristoranti presenti a fine percorso ti fanno proseguire anche in macchina, non chiedetemi la logica di tutto ciò, anzi la sappiamo tutti).
Mentre ci stavano spiegando che quel giorno la sosta sarebbe stata permessa fino alle 11, ed erano le 8 e mezzo, ci raccontano che in quel parcheggio spesso accadono furti e danni gravi alle macchine ed entrambi ripetevano che  in tal caso non muovono un dito, dato che la loro responsabilità e il loro lavoro è soltanto quello di controllare l’accesso.

 

In mezzo a tutto ciò arriva puntualmente un anziano alla guida della propria auto;In quel momento entrambi ci stavamo chiedendo cosa fosse giusto fare poiché ci avevano messo agitazione parlando dei vari furti ai quali assistono silenziosamente.
Non abbiamo nemmeno avuto il tempo di mettere meglio ordine alle parole appena sentite che ci dicono che quest’uomo poteva con piacere darci un passaggio fino al “traguardo”; Lo conoscevano bene dato che si trattava di uno dei pochissimi ad abitare nella caletta da sempre.
L’unica possibilità di evitare 45 minuti a piedi all’andata si stava presentando e non potevamo certo farlo aspettare: Siamo saliti al volo fiduciosi.

Ora immaginate la scena, quasi come in quei film in cui ti trovi in un posto sperduto di montagna e c’è sempre un uomo sorridente ma non troppo, di poche parole, con la sua macchinona, pronto a darti un passaggio e con un cagnolone scodinzolante seduto su un seggiolino con il quale finisci per fare amicizia, mentre nel frattempo pensi e ripensi a ciò che sarebbe stato meglio fare con la tensione che trapela dal volto.

E fin qui tutto bene, abbiamo ringraziato e una volta con i piedi a terra ci siamo trovati di fronte davvero uno scenario meraviglioso.


Soltanto che una volta lì, ci siamo sentiti improvvisamente irresponsabili e stavamo temendo il peggio dato che in auto avevamo davvero tutto il necessario per proseguire la vacanza, compresi soldi, l’altra mia fedelissima reflex e quant’altro.
Stiamo davvero poco, nemmeno il tempo di realizzare la bellezza concreta del posto, che decidiamo di comune accordo di risalire, e in preda all’ansia anche a passo veloce.
La camminata è stata abbastanza dura, ogni macchina che passava ( giusto 3/4) era carica di persone e quindi la fortuna dell’andata non si sarebbe ripetuta.

Altra scena da film; Avete presente quelli in cui ci sono spesso due attori principali nel bel mezzo di una situazione pericolosa o estremamente difficile e uno dei due si ferisce?
Quando il “ferito” se ne esce con la solita frase da coraggioso dicendo con fermezza ” Vai pure avanti tu senza di me, me la caverò, chiama aiuto! Ti aspetto qui, ce la posso fare.” ?
Ecco, quasi mi veniva da ridere dalla disperazione ma, mi sono sentita proprio così, mi è passata per un attimo in mente questa classica scena.
Ciclo a parte (Che alle donne arriva sempre, e dico sempre, nei momenti meno opportuni) mi trascinavo le gambe dietro piene di crampi venuti per lo sforzo e la fretta, me ne stavo con il busto piegato in avanti, avevo un gran mal di testa e  Lorenzo mi teneva la mano ripetendomi che mancava poco.

 

Adesso quella frase iniziale da temeraria non la ripeterei affatto, ma ripensandoci ci rido su.
E comunque, una volta arrivati alla macchina, preoccupati e con il fiatone, abbiamo potuto constatare che fortunatamente era tutto ok, nonostante la riconferma dei due ragazzi che i furti lì sono davvero frequenti.

 

Consiglio del giorno: Se andate a Calanques de Sormiou, informatevi su quale parcheggio scegliere, e non fate come noi.

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3)
La terza di queste fermate di cui voglio parlarvi è L’ISOLA DI PORQUEROLLES, in Provenza.

Come arrivare: Si raggiunge dal porto di Giens-La Tour Fondue in soli 15 minuti e il costo del biglietto è di circa 17 euro per un adulto.
L’unico mezzo di trasporto utilizzabile sull’isola è una bicicletta affittabile con la quale si girano bene le varie spiagge azzurre, come noi abbiamo fatto.

 

Nonostante le giornate del caldo africano che ha travolto luglio si fossero placate, e avessi qualche brivido, è stato rilassante soffermarsi sull’asciugamano per ore e mettere in pausa il mio cervello frenetico abituato a pensare in ogni istante a ciò che farò “nel momento successivo”.
Ed è difficile fargli prendere un giorno di ferie alla mia testa.

Chi mi conosce lo sa, perché elaboro sempre l’attimo successivo, immaginando che sarà migliore, mi creo aspettative, mi organizzo i desideri.
Questa tappa però mi ha lasciata godermi il mare, seppur rimanendo l’unica freddolosa in maglietta e pantaloncini.
Ne ho ascoltato ad occhi chiusi il rumore  e osservato  quel colore blu, che a me infonde tanta quiete e che più di qualsiasi altra cosa mi trascina in luoghi piacevoli, in ricordi d’infanzia, cambiando il mio umore ogni singola volta.

 

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Dunque, queste sono state le tre tappe di mare che abbiamo scelto di fare lungo il percorso: Ci sarebbero piaciute anche Nizza e Saint Tropez, ed erano in programma, ma i brividi in spiaggia dovevano pur significare qualcosa, mandarmi un allarme?
Ebbene si, il seguito di questa giornata è una nottata passata con 39 di febbre e la decisione di metterci in viaggio verso la nostra Toscana la mattina seguente.
Perché le sventure non erano state abbastanza, ma il sorriso per questo ennesimo viaggio che mi ha rinfrescato mente e cuore non me lo toglie nessuno.

 

Spiaggia di Notre Dame
Spiaggia di Notre Dame

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Spero che abbiate letto con piacere, e se avete voglia di fare un salto nel mio viaggio precedente a Barcellona o di prendere magari ispirazione dal mio itinerario potete cliccare qui.

Buona giornata! 🙂

 

45 thoughts on “Da Barcellona all’Italia in macchina: Tre fermate particolari”

  1. Alice, con un misto di voglia di leggere per sapere le avventure / disavventure come si sarebbero concluse e la descrizione al solito molto piacevole di ciò che trapela dalle foto, questo post mi è piaciuto più di tutt!
    Segno anche che stai affinando sempre più la tua dote di narratrice di immagini… 😉

    1. Mi fa davvero piacere perché per me è il post che, dopo averlo finito, mi ha dato più dubbi, credevo di esser stata noiosa. Non lo dico per fare la modesta ma davvero mi stavo molto criticando per questo articolo, e invece mi hai risollevata e ti ringrazio tanto! Ti ringrazio per pensare che sto migliorando la narrazione, non vorrei mai risultare banale! Ti auguro una buona giornata 🙂

    1. Nunzia non sai che piacere trovarti qui, a leggermi, perché solitamente sono io che leggo tutto d’un fiato te, le tue riflessioni, i tuoi viaggi. Quindi davvero grazie mille! Un abbraccio

  2. Aliiiiii… Bellissimo resoconto del viaggio, tra avventure e disavventure sei riuscita a farmi essere li con te, e conoscendoti mi sono immaginata anche le tue facce nei momenti più di ansia ahaah!
    Inutile dirti che per me sei bravissima perché già lo sai e non vedo l’ora di leggere il prossimo post ❤️

    1. Ludo grazie davvero ancora per esserti fermata a leggere di nuovo. Immagini bene l’ansia e le mie facce ahah
      Grazie davvero tanto! Un bacione

  3. Le vacanze senza (divertenti) imprevisti non possono esserci! Mi è venuto troppo da ridere quando leggevo dell’avventura per arrivare alla zona protetta…mi sono immaginata la scena di te che sei praticamente morente per i dolori da ciclo e quant’altro e Lorenzo che cerca di trascinarti in salvo! Proprio come nei film 😉 Comunque alla fine è andato tutto bene per fortuna! Tra l’altro, ennesima cosa in comune: paura dell’altezza! P.s. spero che pubblicherai qualcuna di queste foto anche su ig perché sono tutte bellissime! p.p.s. ora ho voglia di visitare tutti questi posti! (ma se mai dovessi raggiungere la zona protetta, cercherei un altro parcheggio =P)
    Un bacione!

    1. Aleee!ahahahah si immagini bene, faccia da vittima di un film!Rido a ripensarci anche adesso, ma si alla fine è andato tutto liscio per fortuna anche se appunto non ci tornerei mai in quel parcheggio, hai detto bene! 😀 La paura dell’altezza l’ho scoperta dall’anno scorso in Croazia, passando per stradine strette e altissime nell’isola di Krk, e quest’anno l’ho risentita!E pensare che da piccola ero molto più temeraria! Le foto non sapevo se pubblicarle, se potevano interessare su instagram quindi le avevo messe soltanto qua, ma ci farò un pensierino se mi dici che ti piacciono!:) Grazie davvero di cuore, sei sempre la gentilezza fatta persona!Un bacione

    1. Hai proprio ragione, amo scoprire nuovi angoli mai sentiti nominare magari, piacevoli scoperte! 🙂 Ti ringrazio tantissimo per i complimenti, un abbraccio!

  4. E’ sempre molto bello scoprire nuovi angoli sconosciuti e magari mai raccontati. Poterli vivere in prima persona senza “pregiudizi”. E le avventure e disavventure fanno parte del gioco! Bellissime foto!

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