Avvistandola da lontano, dal finestrino della macchina, la prima cosa che mi è uscita dalla bocca è stata: “Sembra irreale!”.
Ed è così, sembra uscita un po’ da un libricino di fiabe ed è proprio per questo che l’avevo precedentemente inserita nella lista dei posti da vedere assolutamente in Italia.
Civita di Bagnoregio, la chiamano La città che muore ma appare più viva che mai.
Un luogo un po’ sospeso dove il tempo sembra essersi fermato.
Un’atmosfera familiare che vive con cura con i suoi pochissimi abitanti fieri, i fiori colorati ovunque a creare tante piacevoli cornici; Tutto questo fa ritornare un po’ al passato.
E la sua fragilità la rende ancora più affascinante.

 

E’ situata in provincia di Viterbo ed è considerato uno dei borghi più belli italiani.

 

 

 

 

Come si arriva?

Vi si arriva attraverso un ponticino pedonale in salita raggiungibile solo a piedi, che non si fa fatica a percorrere.
E la macchina la si può lasciare in uno dei parcheggi a pagamento molto vicini.
Civita sorge su rocce argillose che si stanno gradualmente erodendo e deteriorando, modellate dalle acque dei torrenti e dai vari eventi atmosferici.

E’ proprio per questo che le viene attribuito il nome di “Città che muore”, proprio perché rischia di scomparire.
Questo fascino, questa precarietà, il paesaggio suggestivo tutt’intorno della Valle dei Calanchi e le pochissime famiglie (circa una decina) che ancora vi vivono rendono Civita di Bagnoregio un luogo unico che attira davvero numerosi turisti ogni anno da tutto il mondo.

 

Calanchi


 

 

 

Camminandovi in preda al silenzio dello stupore si può notare la cura con la quale sono ornate le case, le porticine e i giardini in fiore che si scovano proseguendo per le varie viuzze che diramano dalla piazza principale.
Creano angoli colorati piacevoli agli occhi, calamite per chi ha una macchina fotografica al collo (Mi ha ricordato un po’ Pienza).

La Chiesa di San Donato arricchisce la piazza principale e anche i vari ristoranti e piccoli negozietti di souvenir.


 

 

 

 

 

 

E se non posso salire a piedi? Se ho una disabilità?

 

Buone notizie!

Civita di Bagnoregio ha abbattuto le barriere architettoniche non da molto.
Da questa primavera infatti è accessibile anche per chi ha disabilità motorie più o meno gravi.

Questo grazie all’acquisto di un mezzo speciale attrezzato proprio per questo tipo di “trasporti” e gestito dalla Croce Rossa.

Ho avuto modo di assistere in modo “diretto” a questa possibilità proprio perché mio papà, o meglio mio “babbo” come sono abituata a chiamarlo come tutti i toscani, usciva per la prima volta in sedia a rotelle.

La malattia degenerativa con cui convive consapevolmente da non molto comporta che pian piano dovrà abituarsi ad accogliere come nuova aiutante proprio la “carrozzina”; Non vederla come un’ostacolo, nella nostra fuga fuori porta a Civita, è stato un’ottimo contribuente nel farlo vivere quest’esperienza serenamente.
Nelle foto forse avrete modo di percepirlo.

 

 

 

 

Civita di Bagnoregio è stata una ventata d’aria fresca.

 

 

 

One thought on “Civita di Bagnoregio, la bellezza della città che muore

  1. Sono Francesco Bigiotti, Sindaco di Bagnoregio, ho molto apprezzato le tue parole spese per Civita e soprattutto per il nuovo servizio attivato con la Croce Rossa per l’abbattimento delle barriere architettoniche, servizio del quale siamo particolarmente orgogliosi. Se tu dovessi tornare a Bagnoregio sarò felice di incontrarti in Comune. Francesco Bigiotti

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