Qualche giorno fa ero seduta su una panca, di fronte a me sedute una mamma e la propria figlia che avrà avuto all’incirca 12 anni.
La madre parlava con un sorriso confortante guardandola negli occhi, e la figlia pendeva affascinata dalle sue labbra, ascoltava con attenzione e serietà.
A tratti annuiva.
Le parole erano esattamente queste, che mi sono affrettata a scrivere su una nota dopo poco che parlava:

 


“…Essere pazienti è bello, è difficile ma è tanto bello.
Significa essere generosi, con se’ stessi e con gli altri.
Attraversiamo tutti delle tempeste ma non bisogna che intacchino il cuore.

Ci sono alcune cose che sono fuori dal nostro controllo ma è proprio questo che ci deve far sentire come in una sfida, in cui non siamo ancora sconfitti, ma stimolati a fare il possibile..”

 


Sembravano parole uscite come un suono dolce da un qualche libro, di quelli in cui amo perdermi, di quelli che tocca prendere il lapis e sottolineare.
Ecco, la panca in questione era dell’ospedale (Io portavo nonna ad una visita oculistica) e quindi non so cosa potesse essere successo, provavo ad immaginare continuando ad osservare il loro affetto, gli occhi lucidi e la cura nel parlare ed ascoltarsi.


Pendevo anche io dalle sue labbra.

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Delle volte la buona volontà e un pizzico di amore, anzi più di un pizzico, possono essere una medicina, una cura sperimentale che prontamente agisce sulla bocca della persona in difficoltà in questione, allungandole un sorriso.

Si sottovaluta a volte l’effetto di un volto triste e cupo, delle rughe della preoccupazione agli occhi degli altri. 
Chi ci vuole bene subirà un effetto a catena, e a volte non possiamo permettercelo.
Troppo difficile tenere il controllo?
Il trucco è affondare in un abbraccio, il volto sarà nascosto e schivo e il cuore sarà più leggero.

 

 

L’avete sentito no? L’abbraccio favorisce la produzione di  ossitocina, l’ormone della felicità che allontana lo stress, allontana la depressione e favorisce la memoria.
Oppure, la psicoterapeuta Virginia Satir, ha intuito che ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere, ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute e ci servono 12 abbracci al giorno per crescere.

 

A voi le conclusioni.
Adesso chiudo la zip della mia valigia e mi preparo a disperdere sorrisi tra i granelli di sabbia della Sardegna.

 

 

 

2 thoughts on “8 abbracci al giorno e il cuore è più leggero

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