Con l’arrivo, qua, dei libri penso di aver finalmente concentrato in questo mio spazio personale e virtuale tutto ciò che mi appassiona di più.
Non vedevo l’ora di scrivere di qualche mia lettura, ma ero sempre titubante; Il problema era da dove cominciare, con la speranza di riuscire a valorizzare al meglio ciò che vorrei trasmettere e soprattutto quali libri scegliere tra i tanti che mi hanno colpita.

Devo riuscire a prendermi più libertà dentro questo blog al quale già sono “affezionata” perché mi accorgo che spesso mi sento limitata o intimidita quasi e invece no, voglio sentirmi di scrivere tutto ciò che vorrei; Ma evitiamo divagazioni,  adesso voglio iniziare.

 

– Fai bei sogni:

E’ questo il primo libro dalla copertina azzurra che mi ha rapita tra fine febbraio e inizio marzo e che ha riscosso un gran successo.

Cinque giorni di lettura.

Massimo Gramellini
racconta una storia, la sua storia.
Prima il punto di vista di un bambino, poi quello di un adulto, che evolve ma allo stesso tempo rimane legato ad un filo conduttore: La perdita precoce dell’amata madre.

Un libro per tutti coloro che cercano di mettere da parte un dolore, che evitano col passare degli anni di affrontarlo faccia a faccia, accorgendosi però poi che rimane dietro l’angolo, pronto a colpirti forte non appena abbassi le difese e ti distrai un attimo.
Uno di quei libri che ti incitano a non sprecare i giorni ad accecarti di una realtà costruita su negazioni, ma di prendere in mano tutti gli “scheletri” che nascondiamo nell’armadio del nostro cuore e sconfiggerli, o meglio quando non si può, accettarli con consapevolezza.
E’ la storia di un percorso interiore, di un segreto nascosto per anni.
“Fai bei sogni” ti parla con sincerità, schiettezza, nostalgia, drammaticità e allo stesso tempo autoironia.
Vi riporto alcune delle frasi che mi hanno colpita:

“I mostri del cuore si alimentano con l’inazione. Non sono le sconfitte ad ingrandirli, ma le rinunce.”

” In fondo la mia vita è la storia dei tentativi che ho fatto di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo”

 

 

– Still Alice :

Il secondo libro non è una mania di protagonismo, anche se non nego che in libreria mesi fa mi aveva colpita proprio per delle cose in comune, il nome ed il mestiere della protagonista, insegnante di psicologia cognitiva e la malattia alla quale fa fronte e che in qualche modo ho vissuto da vicino attraverso mia nonna paterna.

La protagonista è infatti Alice, una donna di cinquant’anni che si ammala di una forma rara di Alzheimer presenile e che si ritrova in mezzo allo sciogliersi della trama della propria vita.
Esattamente lei, che le parole le ha sempre conosciute particolarmente bene, inizia a sentire tutte le certezze accumulate negli anni vacillare, dondolare in bilico su un filo dal quale non si può tornare indietro.
Non ci sono direzioni, opzioni sulle quali riflettere, c’è soltanto un’unica strada, che ti obbliga prepotentemente a sentirti pian piano una sorta di contenitore che si sta svuotando, partendo dall’alto, dalle ultime cose inserite dentro.

Ho visto di recente anche il film ma personalmente ho preferito di gran lunga il libro, dettagliato e profondo, ma mai pesante.
Un libro che ti lascia per un attimo immedesimarti nelle difficoltà di questo deterioramento della mente, di emozionarsi, di perdersi e ritrovarsi.
Non riesco ad aggiungere altro, un argomento così delicato e importante merita proprio le parole che sono state scritte tra le pagine di questo libro.

 

Non ti addormentare

Il terzo dei libri che mi hanno emozionata è proprio questo di  S.J Watson, divorato in tre giorni.
E’ un thriller che mi ha tenuta attaccata alle pagine del libro estraniandomi letteralmente dal resto.

La protagonista è una donna, Christine, che si sveglia ogni giorno nel proprio letto senza ricordi, incapace di ricordare di aver avuto un tragico incidente anni prima che fa si che tutto intorno a lei le sia estraneo e che le uniche direttive delle quali dispone siano quelle del marito, che le spiega i particolari della sua vita ogni giorno, mostrandole foto, rispondendo ad alcune sue domande e rassicurandola.

Christine ha una sorta di amnesia particolare, che le permette di mantenere la memoria quotidiana durante tutto l’arco della giornata e di spegnersi poi una volta addormentata, per ripartire da zero.
Ogni giorno è costretta a ricominciare una difficile prova con sé stessa e ciò che la circonda, e ciò è favorito dal fatto che tiene traccia delle informazioni accumulate su un diario segreto che le consentirà di accumulare ricordi, nuovi dolori, dubbi e confusioni che la porteranno col tempo a scoprire la sua verità.

Scorrerete le pagine in fretta con l’ansia di capire, di fare un passo avanti a lei: E’ un romanzo che non dà tregua.

 

Ma Ben le dice tutto? E se è così, perché non le ha parlato del dottor Nash, un giovane neuropsichiatra deciso a studiare il suo caso, con cui Christine si incontra di tanto in tanto e che la spinge a tenere un diario? E perché su una pagina di questo diario Christine ha scritto “non fidarti di Ben”?

 

 

Ecco i tre libri che in modo davvero avvincente mi hanno colpita molto durante questo mese, tre libri che spingono a riflettere sull’idea stessa di realtà, sull’importanza della consapevolezza, delle parole e di mantenere un mosaico ben chiaro di noi, sul rischio di perdersi.

Cercherò di mantenere costante questa mia sorta di “rubrica” e di farvi scoprire tanti titoli nuovi mese dopo mese.  🙂

2 thoughts on “3 libri che mi hanno emozionata”

    1. Farah mi fa piacere poterti essere stata utile 🙂 Tu hai libri da consigliare a me? Sto leggendo alcune cose ma sono già alla ricerca dei successivi..
      Grazie a te e buona giornata 🙂

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